Secondo un rapporto dell'agenzia di stampa Abna, in seguito alle accuse infondate del Primo Ministro britannico contro la Repubblica islamica dell'Iran, «Hugo Shorter», l'ambasciatore di questo paese a Teheran, è stato convocato giovedì 9 del mese di Mehr da «Majid Takht-Ravanchi», vice ministro politico degli Affari Esteri, e la forte protesta della Repubblica islamica dell'Iran riguardo alla continuazione dell'approccio distruttivo del governo britannico nei confronti dell'Iran gli è stata trasmessa.
In questa convocazione, il vice ministro politico degli Affari Esteri del nostro paese, ricordando la responsabilità internazionale del governo britannico a causa di molteplici atti illeciti contro la nazione iraniana, in particolare la messa a disposizione di basi militari e strutture sotto la giurisdizione britannica per la preparazione e l'esecuzione dell'aggressione militare americano-sionista contro l'Iran, ha sottolineato: «La recente campagna propagandistica del governo britannico nel formulare un'accusa infondata con il pretesto di un tentativo di sabotaggio alla base di Fairford non può in alcun modo oscurare la complicità della Gran Bretagna nell'aggressione militare contro la nazione iraniana, e il governo britannico deve rispondere della partecipazione al crimine di aggressione e ai crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti e dal regime sionista.»
Takht-Ravanchi, respingendo l'affermazione infondata e vile delle autorità britanniche che collega il progetto di sabotaggio alla base militare di Fairford all'Iran, ha sottolineato la necessità di una spiegazione ufficiale del governo britannico in merito e della correzione del suo approccio indegno nei confronti dell'Iran.
L'ambasciatore britannico ha sottolineato che trasmetterà la protesta della Repubblica islamica dell'Iran a Londra.
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